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A CAPRI con BRUNO VESPA

Al Teatro Quisi del Grand Hotel Quisisana di Capri ho avuto l’onore e il piacere di premiare  Bruno Vespa con il Perla Awards Salotti del Gusto.

Ed ho conosciuto un uomo affabile, discreto, appassionato e orgoglioso che, nella veste insolita di produttore vinicolo ( e padre affettuoso, poichè all’evento era presente anche il figlio Federico ) ha conquistato tutti.

“Se tutto il Paese funzionasse come il vino e la cucina italiana saremmo i campioni del G8”.

Da queste parole, pronunciate da Bruno Vespa sul palco, inizia il mio racconto ….

Bruno Vespa è uno di quei volti che ti diventano quasi familiari.

Ogni sera siamo li, puntuali, ad attendere il refrain di “Via col Vento” che apre le puntate di “Porta a Porta”, curiosi di sapere se si parlerà di attualità, politica, costume.

Ecco, mi sembrava quasi di sentirla, la sigla, quando l’ho incontrato la prima volta; siamo nella hall del Grand Hotel Quisisana, a Capri, in un piovoso pomeriggio d’ottobre.

lo confesso, ho temuto tutto il giorno che non venisse.

Dopo una settimana di sole e bagni, il giorno in cui è previsto l’arrivo di Bruno Vespa a Capri si scatena il diluvio.

Aliscafi bloccati, traversate sospese, mare in burrasca.

Come se non bastasse, a Roma è in corso un nubifragio.

Ebbene, sul quell’unico aliscafo proveniente da Napoli, Bruno Vespa c’è. 

E intanto sull’isola torna a splendere il sole; pericolo scampato, possiamo cominciare !vespapizza

Mi viene incontro con la mano tesa, e mi colpisce il suo sorriso.

E’ una di quelle rare persone che riescono a metterti a proprio agio.

L’impressione è quella di trovarmi di fronte un uomo estremamente educato e discreto, nei gesti e nelle parole.

Uno scambio di battute, giusto per conoscerci e accordarci sul giorno seguente, poi si avvia solitario nelle vie di Capri, con l’ombrello al braccio, il passo lento, e l’aria di chi cammina tranquillo in un posto che gli è estremamente familiare.

Si confonde con i passanti, il capo quasi chino, ma sul vlto sempre quell’affabile sorriso.

Bruno Vespa è davvero l’ospite che tutti vorrebbero avere.

Puntuale, disponibile, presente e paziente con tutti. Nei giorni della rassegna ho avuto modo di osservarlo in più circostanze.

Curioso e appassionato durante le degustazioni con gli altri produttori, ironico e divertito nel ruolo di giudice di gara tra chef.

Tenero nella sua commozione di padre durante la premiazione insieme al figlio Federico, giovane e bravo conduttore radiofonico dell’emittente Rtl102.5.

Scopro che è un amante delle cose semplici, e adora letteralmente la pizza.

Ed è proprio durante una colazione informale a bordo piscina, con vista faraglioni, che iniziamo la degustazione dei suoi vini.

Per chi non lo sapesse, Bruno Vespa è anche produttore vinicola, in una storica e belleissima Masseria dell’ottocento in Puglia, vicino al “Bosco Cuturi”, riserva di straordinario interesse naturalistico ed archeologico.

Masseria Cuturi si estende su un’area di circa 270 ettari, a pochi km dal mar Ionio ( dove nasce il Primitivo di Manduria), di cui 25 dedicati alla coltura della vite e 80 ad uliveto.

La produzione arriva a 100.000 bottiglie.

Enologo è il famoso e stimato Riccardo Cottarella, uno dei più conosciuti in Italia.

brunoefedericovespaUn storia quasi romantica.

Nel 1881 la contessina Sabini di Altamura portò in dote alcune barbatelle a Don Tommaso Schiavoni – Tafuri di Manduria, il signorotto locale, che le sfruttò molto bene.

Non solo riuscì a migliorare la qualità, grazie anche all’habitat naturale, ma lo portò oltralpe, inizialmente come vino da taglio, aprendo la strada al commercio internazionale.

Naturalmente ora a Masseria Cuturi non si fanno più vini da taglio, ma in onore a questa storia la prima etichetta si chiama il 1°

E’ un vino rosso, corposo e gradevole, invecchiato in barrique per dodici mesi.

E credetemi, nel raccontarlo, gli brillano gli occhi 🙂vesparelax

“Ho iniziato molti anni fa ad avvicinarmi al vino perché mi sono innamorato di alcune persone che lo producevano. Vedevo la loro passione, i sacrifici, le sofferenze, il genio; così crescono i grappoli d’uva quasi come fossero delle opere di oreficeria, ed è da questi gioielli che dobbiamo ripartire, come esempi della ripresa dell’Italia intera”.

Non trovate che sia un pensiero bellissimo ?

Bruno Vespa non si esprime come singolo produttore, ma come espressione di una categoria.

“Il nostro limite è che continuiamo a giocare sulle individualità; singolarmente siamo imbattibili, lo dimostrano i nostri cuochi, i nostri vini, ma fare squadra ci risulta ancora difficile. Stiamo iniziando a farlo ora, con le nuove generazioni, anche se faticosamente”.

E’ proprio quello che facciamo a Salotti del Gusto, fare squadra, creare una rete, un network, perchè insieme si è più forti.

proseguiamo con la degustazione.

Il Primino è invecchiato per 4 mesi in barrique di secondo e terzo passaggio.

IlRosa di Cuturi”, Salento Rosato IGP, è un rosato dal profumo intenso.

Lamponi, amarene, rosa, gelsomino, in bocca è ciliegia pura, coinvolgente.

IlVento di Cuturi” è Fiano, dal profumo pulito e terso.

cenadigalavespaLe giornate proseguono, tra degustazioni e chiacchiere.

E durante la cena di gala, seduta accanto a lui, scopro il Bruno Vespa “mondano”, informato e curioso su ogni argomento.

Allo stesso tavolo c’è Federico, il figlio, e i loro racconti si trasformano subito in divertenti siparietti.

Il Menu è firmato dagli Chef Stefano Mazzone e Gennarino Esposito, in cucina una brigata di trenta professionisti sfoderano autentiche delizie.

“Una delle più belle cene a cui abbia mai preso parte”.

Le sue testuali parole in un biglietto di complimenti alla cucina.

Bruno Vespa è così. Educato, elegante, vero.

Ne avevo già avuto sentore qualche mese prima.

Cinque minuti prima dell’inizio della conferenza stampa a Milano, con la quale presentavamo alla stampa l’evento di Capri, mi telefona per salutarmi come se fosse la cosa più naturale del mondo.

” Buongiorno Raffaella, sono Bruno Vespa, come sta andando ?” 

Mi giro verso Max ( Viggiani ndr) pensando che sia un suo scherzo.

E invece era proprio lui 😉 ( r.d.)