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A CAPRI con BRUNO VESPA

E se vi dicessi che Bruno Vespa è un uomo affabile, discreto, appassionato e orgoglioso ??

Che è un ottimo produttore vinicolo, e un padre estremamente affettuoso ?

Bene, preparate i perché vi racconterò Bruno Vespa in una veste insolita.

Resettate tutte le immagini e gli stereotipi degli anni di Porta a Porta, e preparatevi ad una sorpresa.

Parleremo di vini, di famiglia e di Italia.

Si, perché Bruno Vespa ama profondamente il nostro Paese , tanto da dire che ….

“Se tutto il Paese funzionasse come il vino e la cucina italiana saremmo i campioni del G8”.

Quando incontro la prima volta Bruno Vespa mi trovo nella hall del Grand Hotel Quisisana,  a Capri, dove lui è praticamente di casa.

E’ venuto a ritirare il Perla Awards, riconoscimento che ogni anno assegniamo a quanti ogni giorno s’impegnano per rendere unico il nostro paese.

Per intenderci, le “perle” Made in Italy della cultura, dell’imprenditoria, del giornalismo, della pubblicità, della solidarietà, dello sport e dello spettacolo.

E’ un pomeriggio piovoso, dopo giorni di incredibile caldo e bagni al sole dei faraglioni.

Quando lo vedo avvicinarsi nella hall, mi sembra quasi di sentire il refrain di “Via col Vento” che apre le puntate di “Porta a Porta”. 

Lo confesso, ho temuto tutto il giorno che non venisse.

Aliscafi bloccati, traversate sospese, mare in burrasca e, come se non bastasse, a Roma è in corso un nubifragio.

Da Napoli parte un unico aliscafo; ebbene, sul quell’unico aliscafo, Bruno Vespa c’è. 

E’ insieme a Federico, il figlio più piccolo, giornalista anche lui, simpaticissimo. vespapizza

Mi viene incontro con la mano tesa, e mi colpisce il suo sorriso.

Sono a mio agio, di fronte ho un uomo estremamente educato e discreto, nei gesti e nelle parole.

Uno scambio di battute, giusto per conoscerci e accordarci sul giorno seguente, poi si avvia solitario nelle vie di Capri, con l’ombrello al braccio, il passo lento, e l’aria di chi cammina tranquillo in un posto che gli è estremamente familiare.

Si confonde con i passanti, il capo quasi chino, ma sul viso sempre quell’affabile sorriso.

Posso dirvelo con certezza, Bruno Vespa è davvero l’ospite che tutti vorrebbero avere.

Puntuale, disponibile, presente e paziente con tutti.

Curioso e appassionato durante le degustazioni con gli altri produttori, ironico e divertito nel ruolo di giudice di gara tra chef.

Tenero nella sua commozione di padre durante la premiazione insieme al figlio Federico, giovane e bravo conduttore radiofonico dell’emittente Rtl102.5.

Buongustaio e amante delle cose semplici, come la pizza.

Ed è proprio durante una colazione informale a bordo piscina, con vista faraglioni, che iniziamo la degustazione dei suoi vini.

Si, perché Bruno Vespa produce vini in una storica e bellissima Masseria dell’ottocento in Puglia, vicino al “Bosco Cuturi”, riserva di straordinario interesse naturalistico ed archeologico.

Masseria Cuturi si estende su un’area di circa 270 ettari, a pochi km dal mar Ionio ( dove nasce il Primitivo di Manduria), di cui 25 dedicati alla coltura della vite e 80 ad uliveto.

La produzione arriva a 100.000 bottiglie.

Enologo è il famoso e stimato Riccardo Cottarella, uno dei più professionisti più conosciuti e stimati in Italia.

brunoefedericovespaUn storia quasi romantica.

Nel 1881 la contessina Sabini di Altamura portò in dote alcune barbatelle a Don Tommaso Schiavoni – Tafuri di Manduria, il signorotto locale, che le sfruttò molto bene.

Non solo riuscì a migliorare la qualità, grazie anche all’habitat naturale, ma lo portò oltralpe, inizialmente come vino da taglio, aprendo la strada al commercio internazionale.

Naturalmente ora a Masseria Cuturi non si fanno più vini da taglio, ma in onore a questa storia la prima etichetta si chiama il 1°

E’ un vino rosso, corposo e gradevole, invecchiato in barrique per dodici mesi.

E credetemi, nel raccontarlo, a Bruno Vespa brillano gli occhi 🙂vesparelax

“Ho iniziato molti anni fa ad avvicinarmi al vino perché mi sono innamorato di alcune persone che lo producevano. Vedevo la loro passione, i sacrifici, le sofferenze, il genio; così crescono i grappoli d’uva quasi come fossero delle opere di oreficeria, ed è da questi gioielli che dobbiamo ripartire, come esempi della ripresa dell’Italia intera”.

Non trovate che sia un pensiero bellissimo ?

Bruno Vespa non si esprime come singolo produttore, ma come espressione di una categoria.

“Il nostro limite è che continuiamo a giocare sulle individualità; singolarmente siamo imbattibili, lo dimostrano i nostri cuochi, i nostri vini, ma fare squadra ci risulta ancora difficile. Stiamo iniziando a farlo ora, con le nuove generazioni, anche se faticosamente”.

“Fare squadra” è proprio quello che noi di “Salotti” cerchiamo di fare da sempre; creare una rete, un network, perchè insieme si è più forti.

E’ bello condividere questo pensiero, e intanto proseguiamo nella degustazione dei vini.

Il Primino è invecchiato per 4 mesi in barrique di secondo e terzo passaggio.

IlRosa di Cuturi”, Salento Rosato IGP, è un rosato dal profumo intenso.Lamponi, amarene, rosa, gelsomino, in bocca è ciliegia pura, coinvolgente.

IlVento di Cuturi” è Fiano, dal profumo pulito e terso.

Il mio preferito 😉cenadigalavespaLe giornate proseguono, tra degustazioni e chiacchiere.

E durante la cena di gala, seduta accanto a lui, scopro il Bruno Vespa “mondano”, informato e curioso su ogni argomento.

Allo stesso tavolo c’è Federico, il figlio, e i loro racconti “complici” si trasformano in divertenti siparietti.

Il Menu è firmato dagli Chef Stefano Mazzone e Gennarino Esposito, in cucina una brigata di trenta professionisti sfodera autentiche delizie.

“Una delle più belle cene a cui abbia mai preso parte”.

Questo ha lasciato scritto il giorno dopo Bruno Vespa in un biglietto di complimenti alla cucina.

Educato, elegante, diretto e vero.

Come quella volta, cinque minuti prima dell’inizio della conferenza stampa a Milano con la quale presentavamo alla stampa l’evento di Capri e l’assegnazione del Perla Awards.

Squilla il telefono.

” Buongiorno Raffaella, sono Bruno Vespa, come sta andando ?”

Come se fosse la cosa più naturale al mondo.

Mi giro verso Max ( Viggiani ndr) pensando che sia un suo scherzo.

E invece era proprio lui 😉

( r.d.)