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RAFFAELLA CORSI, dopo SALOTTI DEL GUSTO@ vi presento ADVIP EXPERIENCE !

Cosa significa ADVip Experience?

La garanzia di una formula di hospitality personalizzata che consente di vivere qualsiasi evento in maniera unica e privilegiata. Sport, musica, spettacolo, dal calcio alla formula 1 e concerti la nostra forza è quella di proporre pacchetti ‘premium’ con benefit altamente esclusivi ed emozionali. Gestiamo tutto ‘all inclusive’ dall’accoglienza con hostess dedicate all’hospitality pre e after show, transfer, accomodation e la possibilità di accedere ad aree riservate per incontrare dal vivo protagonisti, vip e celebrities. I nostri pacchetti ‘taylor made’ sono costruiti intorno ai desideri del cliente che ha zero pensieri e può godersi in pieno l’evento ed ogni emozione. Come accedere al backstage ed essere invitato agli esclusivi party pre e after show o assistere in prima fila ai più famosi spettacoli e trasmissioni televisive. Scoprirne il ‘dietro le quinte’, partecipare a sfilate di moda, shooting fotografici, visitare gli atelier dei più importanti stilisti. Anche scoprire la città d’arte che ospita l’evento attraverso tour personalizzati che prevedono, oltre agli appuntamenti culturali, momenti glamour come divertenti escursioni con personal shopper o sessioni di hair stylist e make up presso i migliori professionisti.

Perché oggi l’evento è diventato prima di tutto ricerca di ‘esperienza’ e unicità?

Perchè il vero plus è emozionarsi, emergere e differenziarsi. Il privato cerca l’evento nell’evento; non è più importante esserci ma il modo in cui si è presenti. E molte volte il pre e after show conta più dell’evento in sé perchè è in quel frangente che si può accedere alle aree riservate, incontrare protagonisti e vip, sbirciare e documentare, anche attraverso i social, il dietro le quinte. Ed e’ proprio nelle aree hospitality, attraverso la condivisione di momenti esclusivi, rilassati e conviviali, che si intrecciano relazioni di business. Per quanto riguarda le aziende, condividere un’esperienza altamente emozionale consente di affiatarsi con i clienti, ottimizzare e fidelizzare i rapporti con i customers, formare un team di lavoro solido e affiatato e instaurare relazioni più dirette con i prospect. I più grandi successi oggi li abbiamo proprio con le tante aziende che ci hanno affidato la realizzazione e gestione delle esperienze per premiare i loro migliori clienti con risultati a dir poco eccezionali  poiché a fronte di  esperienze altamente soddisfacenti le relazioni commerciali si intensificano con un significativo aumento della redditività.

Perché non le piace essere definita ‘organizzatrice di eventi’?

Perché non mi rappresenta. Il termine ‘ organizzatore di eventi’ oggi è sfruttato e obsoleto. Ci sono le grandi agenzie, per le quali il cliente è un numero, e le attività di nicchia come la nostra nelle quali il cliente ( privato o azienda che sia) è prima di tutto una persona, da ascoltare e coccolare. Il protagonista intorno al quale costruire l’esperienza da ‘sogno’.

Come definirebbe allora il suo lavoro?

L’arte di intercettare sogni ed accontentare qualsiasi esigenza a livello emozionale. I clienti cercano esperienze personalizzate realizzate con il massimo grado di eccellenza ed esclusività. Dallo sport alla musica il desiderio oggi è vivere l’evento in maniera unica e privilegiata. E il nostro compito è alzare sempre di più l’asticella proponendo formule di hospitality ‘premium’ costruite ad hoc che consentono di affiancare alle emozioni dell’evento benefit esclusivi e stringere relazioni di business.

Come si realizza un’esperienza ‘taylor made’?

Con un fitto networking con i migliori operatori del settore. Testiamo personalmente tutte le strutture e i servizi destinati ai clienti in modo da sincerarci della qualità di ogni dettaglio. Con il nostro staff siamo disponibili h 24, 7 giorni su 7, incontriamo anche a domicilio i clienti più esigenti negli orari più consoni al proprio stile di vita (comprese ore serali e festivi). Offriamo la possibilità di avere a propria disposizione una persona in grado di risolvere al momento qualsiasi esigenza e realizzare l’esperienza desiderata. Come un sarto confeziona un abito per esaltare la bellezza delle forme, con la stessa cura noi creiamo esperienze plasmate sulle esigenze del cliente. Il risultato è la progettazione di un’esperienza unica a quattro mani in cui la nostra competenza si pone al servizio dei desideri del committente. Ricercando la perfezione di ogni dettaglio e comprendendo le aspettative siamo in grado di esaudire anche i desideri più stravaganti.

Come si è evoluta nel tempo la vostra attività?

I primi dieci anni sono serviti per gettare le basi del progetto ambizioso e vincente che oggi è diventato il nostro core business. Attraverso la nostra agenzia Mediaeventi abbiamo lavorato con tenacia e passione alla costruzione di una ‘rete’ di relazioni, realizzando centinaia di eventi di successo su tutto il territorio nazionale che ci hanno fatto interagire con più di 500 aziende, fornitori e sponsor, e decine di migliaia di persone. Tutto questo ci ha permesso di acquisire fiducia e credibilità tra gli addetti ai lavori e creare il know how necessario per farci largo sempre di più all’interno di un settore d’élite fino a diventare un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale dell’ ‘hospitality taylor made’. Consentito di raggiungere un target sempre più selezionato  e ampliare i nostri servizi a 360 gradi. La start up di Salotti del Gusto@ è oggi una realtà affermata e di successo. La vera sfida è stata puntare sul nuovo marchio, ADVip appunto, che in brevissimo tempo è diventato uno dei nostri principali core business e attualmente assorbe quasi tutte le nostre risorse in termini di tempo.

Da dove nasce la voglia di ampliarsi?

Dalla voglia di aggiungere sempre servizi innovativi e trasversali. Salotti del Gusto@ ci permette di selezionare e unire le migliori aziende del gusto nel nome dell’eccellenza e del ‘bien vivre’. Da li il passo è stato breve; abbiamo ottimizzato il ‘salotto’, ovvero le relazioni intrecciate in anni di proficue collaborazioni, per rivolgerci ad un target sempre più ristretto e mirato in linea con le nuove esigenze del mercato e con le specializzazioni che in questi anni abbiamo acquisito. E’ stata un’evoluzione naturale; abbiamo intercettato i desideri dei clienti che non erano solo più quelli di mostrare e promuovere i propri prodotti all’interno dei mille eventi che ci sono ogni giorno in ogni settore, ma trasmettere l’identità dell’azienda attraverso la condivisione di esperienze uniche, memorabili e ricche di pathos. Abbiamo semplicemente alzato l’asticella in termini di eccellenza. La fiducia acquisita negli anni ha fatto il resto e da qui l’esigenza di creare il marchio ADVip Experience specializzato nel segmento lusso.

Le piace il termine influencer?

Non particolarmente, ma sopratutto non credo che sia così facile intercettare e dirottare i gusti delle persone come qualcuno vuole far intendere sui social. Mi spiego meglio, senza arte ne parte non esiste credibilità che è quella che fa il mercato. I milioni di followers reali o acquistati non significano nulla. Ci sono una serie di aspetti da considerare; l’ambiente in cui ci si muove, il target di riferimento che deve essere trasversale e colpire chi ha la reale capacità di spesa sul mercato. Non sono dipendente dai social ma mi fa enormemente piacere quando le aziende mi scelgono come testimonial di un prodotto e quando ricevo inviti per testare una location, un hotel. Ma nel mio caso per le aziende c’è un ritorno quasi immediato perché  io lavoro nel settore lusso e ‘porto’ fisicamente clienti. Penso che lasciano il tempo che trovano le promozioni via social affidate soltanto ad un bel volto. Io rappresento una professionalità specifica, mi interfaccio con un target che ha realmente capacità di spesa e  quindi ho un diverso peso in termini di credibilità.

Quanto sono importanti i social per la sua attività?

Moltissimo per la promozione di marchi, location, prodotti. I followers mi scrivono ringraziandomi per aver segnalato un hotel, un ristorante, mi chiedono dove poter acquistare una borsa, una collana, gli accessori che indosso. Mi riconoscono e mi fermano per strada, fuori dallo stadio, sui taxi, ed è davvero sorprendente la vicinanza che i social riescono a creare con persone che vedi per la prima volta ma sanno già molte cose di te. Io mi interfaccio con i social in una maniera più personale. Dal punto di vista strettamente aziendale ( e parlo di ADVip Experience) i servizi che noi offriamo non possono essere usufruiti da un numero infinitesimale di persone. Trattandosi di esperienze esclusive sono riservate ad un target ristretto. Di conseguenza diventa quasi controproducente pubblicizzare un pacchetto di esperienze o un servizio ad un numero elevato di persone che poi non potranno essere accontentate. A noi i clienti arrivano con il passaparola. Chi ha già testato il nostro modo di lavorare è il miglior promoter.

E come si fa ad accontentare tutti?

Non si può. Nel nostro settore la domanda supera di gran lunga l’offerta. E non è una questione economica. Spesso non si riesce ad accontentare clienti disposti a spendere cifre molto alte perché, ripeto, l’esperienza veramente esclusiva è riservata a pochissime persone. Questo però ha il suo lato positivo perché i clienti ormai sanno che devono prenotare la partecipazione ad un evento con grande anticipo e questo ci consente di pianificare i ‘pacchetti’ anche un anno prima. Sicuramente un bel modo di lavorare, per noi e per i clienti che hanno tutto il tempo di programmare insieme a noi ogni dettaglio. C’è spazio anche per richieste ‘last minute’ che spesso riusciamo ad accontentare, con costi che però aumentano in maniera esponenziale.

Quanto le piace la sua attività?

Moltissimo, faccio quello per cui sono più portata. Sono una precisa per natura e rivolgermi ad un numero ristretto di persone mi consente di dedicare la giusta attenzione anche al più piccolo dettaglio. La soddisfazione dei clienti che durante l’esperienza hanno gli ‘occhi che brillano’ è una gratificazione che mi appaga totalmente e mi accende l’adrenalina e l’entusiasmo essenziali per creare sempre nuove situazioni. Con stile ed eleganza ma sopratutto gioia.

Cos’è per lei la gioia?

Il motore di tutto. Essendo un’ariete sono naturalmente solare, ottimista e preposta a ‘travolgere’ di entusiasmo chi mi trovo di fronte.  Sono testarda e determinata all’inverosimile, per me non c’è nulla che sia impossibile da raggiungere. Non sopporto la negatività, l’invidia e la debolezza. E non sopporto le persone tristi, gli ignoranti e i problematici che cercano di tarpare le ali a chi vola. Il nostro ambiente è pieno di queste persone, improvvisati, imbucati, filibustieri. C’è voluto tempo ma oggi riesco a riconoscerli e isolarli.

Come vive nel lavoro il rapporto con gli uomini? Oggi si parla tanto di prevaricazione maschile.

Sarei bugiarda a dire che non ho mai captato situazioni equivoche, l’importante è prendere subito le distanze. Io penso che il nostro mondo sia aperto a tutti, uomini e donne, e diaa tutti le stesse possibilità. E’ questione di scelte. Tutto quello che ho me lo sono guadagnato. Non ho sposato un uomo particolarmente ricco o famoso, non sono scesa a compromessi con nessuno, uomo o donna che sia.  Il più grosso problema del nostro tempo è il clienterismo che ci porta spesso a confrontarci, sopratutto nelle grandi aziende, con manager dalle capacità inadeguate per il ruolo che ricoprono e che ragionano solo in virtù del proprio interesse personale.

Come fa a distinguere un professionista serio? E come si difende?

Osservo e ascolto moltissimo. Sono una psicologa mancata e so riconoscere al volo la falsità. Non sopporto l’arroganza, la maleducazione e l’incoerenza. Anche l’ingratitudine. Oggi purtroppo la maggior parte delle persone che cercano un contatto parte con l’obiettivo di fregarti. Quando me ne accorgo chiudo subito il rapporto. Sono piuttosto diretta e questo certo non aiuta. Ma bisogna sapersi difendere. Anche se non sempre è facile e non sempre è senza conseguenze.

Il fatto di essere laureata in psicologia l’ha aiutata nel suo lavoro?

Moltissimo, così come nella vita di tutti i giorni. Mi consente di capire subito chi ho di fronte, di individuare un canale di comunicazione preferenziale, di recepire meglio aspettative ed esigenze. Ho studiato psicologia clinica e ho una specializzazione nei test di psicodiagnostica. Diciamo che so ‘profilare’ chi mi trovo davanti. Però devo stare attenta alla ‘psicologa in me’ che tende a ‘prendersi cura’ del prossimo (uso un termine clinico) e ad instaurare un rapporto empatico. Quella che comprende e giustifica gli errori degli altri sperando di raddrizzarli. Con gli anni ho imparato che questo atteggiamento non paga. Chi ti frega una volta lo farà sempre.

Cos’altro ha imparato?

Ad evitare le persone nebulose, quelle che non si schierano e a chiudere subito situazioni poco chiare senza perdere tempo. Ho imparato ad accettare l’incoerenza, il fatto che la parola non conti più nulla e che molta gente oggi non segua il ‘buon senso’. Il nostro mondo è fatto di persone che un giorno ti sorridono e il giorno dopo ti voltano la schiena senza motivo. Un tempo mi preoccupavo di capire il perchè e mi prodigavo nel recuperare il rapporto. Oggi ho imparato che nessuno è indispensabile e insostituibile e chi si comporta in questo modo è meglio perderlo subito. Anche perchè, per esperienza diretta, tutti, ma proprio tutti, tornano a cercarti.

Si sente cambiata?

Inevitabilmente. Ho dovuto alzare delle barriere per difendermi nella ‘giungla’. Sopratutto nell’ambito dei rapporti, non ha idea dei livelli di ipocrisia. Gente che fino ad un minuto prima sparla dei propri amici, colleghi, fidanzate, collaboratori per abbracciarli appena se li trova di fronte, anche davanti a te che hai ascoltato le cattiverie fino ad un secondo prima. Gente che ti chiama dicendoti che quella determinata persona ha sparlato di te senza sapere che da anni, dalla stessa persona viene lei stessa tradita, calunniata, derisa in maniera spudorata. Se scrivessi tutto quello che so di ambienti che ho frequentato, dei rapporti tra le persone, lavorativi e personali, ne uscirebbe un quadro sorprendente, salterebbero molte teste e si chiuderebbero rapporti. Fortunatamente per loro sono una persona riservata, e tendenzialmente sono portata a farmi i fatti miei almeno fino a quando non mi pestano i piedi. Aver creato dal nulla un progetto così articolato è stato impegnativo sotto tutti gli aspetti, fisici ed emotivi, e mi ha reso innegabilmente più dura. Ci vuole tanto coraggio e determinazione, la stessa che ti accende l’adrenalina e ti fa alzare alle 5 del mattino perchè devi vincere la tua battaglia quotidiana. La stessa che ti fa combattere con le unghie e con i denti,  che ti fa buttare giù i muri fino a quando non hai raggiunto l’obiettivo con la maturità, acquisita con gli anni, di saper aspettare. Le cose che ti danno più soddisfazione sono quelle inaspettate per chi le riceve, nel bene e nel male.

Qual è la parte del lavoro che la emoziona di più?

Un tempo avrei detto la costruzione del progetto, l’idea di avere davanti un foglio bianco e immaginare storie, percorsi, emozioni. Oggi sono più concreta e mi emoziono a condividere le esperienze con i clienti. Sono felice quando vedo la luce accendersi negli occhi delle persone che ho di fronte. Quando leggo incredulità e gioia per ciò che si sta vivendo. Ho lo stesso entusiasmo dei bambini, la stessa capacità di stupirmi ed emozionarmi ogni volta. Vivo d’istinti, percezioni e sono conquistata dall’entusiasmo genuino e puro, lo stesso che metto nel mio lavoro con la voglia di crescere e migliorarmi, sempre.

E’ lei che sopporta Alessandro (Alessandro Domanda, il marito di Raffella, ndr) o Alessandro che sopporta lei ?

Ci sopportiamo e ‘supportiamo’ a vicenda. E’ un continuo scambio, un ribaltamento di ruoli. Do ve non arrivo io subentra lui e viceversa. Non abbiamo neanche bisogno di parlare, ci capiamo al volo. Oggi abbiamo cercato di rallentare un pò dopo i ritmi frenetici dei primi anni. Cerchiamo di goderci di più le situazioni, e anche la casa. Siamo entrambi riservati e amiamo la nostra privacy. Quello che non è cambiato è il sorriso; troviamo sempre il lato ‘ironico’ in ogni situazione, e questo ci permette di avere la stessa luce che brilla negli occhi. E di riderci su.

Se tornasse indietro, rifarebbe tutto?

Tempo fa avrei risposto ‘Tutto tranne gli errori’. Adesso dico ‘tutto, anche gli errori’ perché sono serviti a farmi diventare quella che sono.