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Intervista a RAFFAELLA CORSI tra EVENTI, PSICOLOGIA ed EMOZIONI

Com’è nata l’idea di Salotti del Gusto@?

Da una sana incoscienza, fatta di entusiasmo e passione. Dalla voglia di creare qualcosa che non c’era, un format ‘friendly’ e trasversale nel quale far emergere l’eccellenza del prodotto e dell’arte culinaria italiana.

Ci spiega il nome ? Perchè Salotto ?

Il “salotto” è lo spazio dell’accoglienza, dell’incontro, del dialogo, della cultura e del relax. E’ il luogo nel quale la famiglia si riunisce per raccontarsi e condividere progetti e visioni. Per festeggiare i successi. I Salotti del Gusto@ sono proprio questo, spazi nei quali produttori, esperti e fruitori si incontrano, confrontano e raccontano la propria unicità in un’atmosfera accogliente e conviviale. Ideale per fare ‘ cultura del gusto’. I partecipanti, aziende o privati che siano, si sentono protagonisti di un’esperienza unica, creata apposta per loro. Nella quale prevalgono le emozioni.

Voi siete stati tra i primi, 7 anni fa, a parlare di ‘salotti’. Perchè questa scelta?

Nell’era 2.0 ‘contaminazione’ è la parola chiave. E il ‘salotto’ è lo spazio che meglio si presta all’incontro e al confronto. I Salotti del Gustào sono immaginati come spazi nei quali sperimentare viaggi sensoriali e memorabili esperienze di degustazione insieme ai migliori chef. Con l’intento di promuovere e divulgare l’eccellenza dei prodotti e del genio culinario. Enogastronomia e non solo. E’ imprescindibile pensare ed agire a 360 gradi. Oggi vince chi ha il coraggio di uscire dal proprio settore per raggiungere e conquistare un nuovo pubblico di utenti trasversale per età, interessi, passioni. Per questo Salotti del Gustào è un brand registrato che identifica un vero e proprio networknel quale tutti gli eventi sono uniti in un unico percorso che coinvolge e tocca svariati settori. Ciò permette alle aziende partner di presentare attività e prodotti anche in situazioni completamente differenti dal proprio ramo, che si traduce di fatto in infinite possibilità di raggiungere ed acquisire nuovi clienti.

Un progetto colossale. Come vi siete tutelati da tentativi di imitazione?

Salotti del Gusto@ è una marchio registrato e il deposito internazionale preserva l’utilizzo, non solo del logo, ma del nome che identifica il brand. E’ legalmente vietato e perseguibile l’uso della termin0ologia Salotti del Gusto per identificare qualsiasi tipo di evento o esperienza, gourmet.

Qual è il segreto per mantenere il livello sempre più alto?

La velocità nel rinnovarsi sempre, non solo seguendo ma anticipando i gusti e tendenze del mercato. La prima regola è stupire. Ogni evento è differente, ogni location è unica per identità e peculiarità. Siamo costantemente impegnati nell’ideazione di format innovativi e dinamici, in grado di catalizzare l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori. I Salotti del Gusto sono rivolti ad un target trasversale ma mirato; la selezione è importante perchè consente di avere un parterre appetibile per le aziende che investono nel nostro network, in continua e costante crescita.

Oggi Salotti del Gusto è …

Il modo più immediato ed efficace per promuovere la propria attività e i propri prodotti, e raggiungere un target infinito e trasversale. Diventando protagonista di un network solido, che gode della stima e della credibilità degli addetti ai lavori, e della simpatia del pubblico. Salotti del Gusto è un’unica grande squadra che gioca per vincere, nella quale ogni azienda si sente protagonista.

Come scegliete le location?

Facciamo una selezione a priori sulla carta in base alla storia, alla bellezza e alla posizione logistica. Ma la scelta avviene soltanto quando “respiriamo” le emozioni che ci trasmettono. Il primo impatto conta moltissimo, ma altrettanto importante è il fattore umano. Professionalità, competenza e serietà. Se mancano, è impensabile progettare una collaborazione.

Parliamo del prossimo appuntamento: quali saranno le novità di questa stagione ?

Moltissime, come sempre. Abbiamo in serbo tante sorprese, ma abbiamo anche imparato a non svelarle. O meglio, a svelarle poco alla volta. Il nostro è un mondo pieno di avvoltoi, pronti a copiare e sfruttare ogni progetto, e successo, altrui.

Qual è il particolare sul quale dovete ancora lavorare? Qualcosa che vorrebbe migliorare?

Tutto, sono una perfezionista. Penso di essere l’unica che, a evento finito e successo acquisito, riesce ad essere triste. Ogni volta, penso a cosa avrei potuto fare di più, a cosa migliorare la prossima volta. E’ una condanna che mi porta a lavorare sempre con maggiore impegno, fino allo stremo, con costanza, determinazione, entusiasmo. Dovrei imparare a pretendere meno da me stessa, e un pò più dagli altri. Ma il mio motto è “Chi pensa di aver raggiunto un traguardo, l’ha già lasciato alle spalle, e non se ne è accorto”

Uno dei pregi di Salotti del Gusto@ è di aver svecchiato le rassegne dedicate al food & wine sempre un po’ ingessate. Avete portato una ventata di freschezza, ma cosa risponde a chi dice che è sbagliato contaminare i settori?

Che non credo nelle caste. Che adoro i confronti e le sfide. Che il mondo va avanti, e continuare a lodarsi da soli, o farsi lodare dal proprio entourage, non paga più. Che bisogna avere il coraggio ( userei un termine più forte) di osare, e uscire dal proprio orticello; c’è tutto un mondo la fuori da conquistare. E sopratutto ci sono nuove generazioni, che sono nate e cresciute con una mentalità cosmopolita, all’interno della quale convivono differenti filosofie, religioni e linguaggi. Nell’era della condivisione, vince chi sceglie di fare rete.

Il mondo degli eventi è un settore dove prevaricano gli uomini? Lei ha avuto problemi a relazionarsi in questo comparto?

Assolutamente no. E’ un mondo aperto a tutti, che da a tutti le stesse possibilità. Molto dipende poi da come si usano, queste possibilità. Le scorciatoie non pagano sulla lunga distanza. Io ho una mentalità piuttosto maschile, da piccola andavo allo stadio, giocavo a calcio. Sono tendenzialmente portata a fare “squadra”, e in questo gli uomini sono più bravi, bisogna riconoscerlo. Nelle donne è più forte la competitività, l’invidia. Io non farei un discorso di uomini o donne, piuttosto parlerei di quanta scarsa professionalità c’è in giro. Della difficoltà di relazionarsi con persone improvvisate e approssimative, uomini o donne che siano.

La cattiveria la spaventa ?

Un pò, ma sopratutto mi disgusta. Non mi appartiene e non la giustifico. La sana competititvità è stimolante, la calunnia e la superficialità con la quale alcune persone si sentono autorizzate a svilire, e sabotare, il lavoro altrui è abominevole. Nel nostro ambiente, così come nel paese intero, purtroppo è prassi comune. Io ammiro sinceramente chi è più bravo di me, sono contenta per i successi che raggiunge e cerco di assorbire, come una spugna, ogni abilità, per migliorarmi e crescere. Ogni professionista con cui interagisco è una risorsa preziosa, da rispettare e dalla quale apprendere, sempre, qualcosa di nuovo.</p>

Qual è la parte del lavoro che la emoziona di più?

La costruzione dell’evento.  L’idea di avere davanti un foglio bianco e immaginare storie, percorsi, emozioni, e a poco a poco, vederli prendere forma. Ho lo stesso entusiasmo dei bambini, la stessa capacità di stupirmi ed emozionarmi di fronte ad ogni nuova avventura, e scoperta.  E sono felice quando quando vedo la luce accendersi negli occhi delle persone che ho di fronte. Il produttore che racconta come nasce il suo prodotto, lo chef che mostra orgoglioso il suo piatto. Vivo d’istinti, percezioni, e sono conquistata dall’entusiasmo genuino e puro, lo stesso che metto nel mio lavoro, con la voglia di crescere, e migliorarmi, sempre.

Cosa risponde a chi dice che di eventi enogastronomici è pieno zeppo?

Che hanno ragione! Nel nostro settore c’è tanta confusione, ed il pericolo è di non saper scegliere. Ripeto, la differenza la fanno la professionalità e la continuità; sul lungo periodo resistono e si consolidano solo i progetti solidi, affidabili, nati con obiettivi ben precisi e capaci di adattarsi con velocità alle esigenze dei mercati, cambiare in corsa, ed evolvere nel tempo.

Com’è cambiata la sua vita e quella di Alessandro (Alessandro Domanda, il marito di Raffella, ndr) rispetto ai primi anni?

Si è completamente trasformata. Sono cambiate le priorità, i ruoli. Siamo costantemente di corsa; non ce ne rendiamo conto ma spesso non facciamo tempo a dirci le cose che già sono successe. Si vive a mille all’ora, sempre in viaggio, sempre in movimento. Con la testa e con il corpo. La cosa bella è che riusciamo a mantenere sempre un’ironia di fondo che ci consente di sorridere, guardandoci negli occhi la sera, sia per i successi che per le piccole delusioni. E se uno dei due sta per cedere subentra l’altro; è un rapporto simbiotico, alla “Sandra e Raimondo”, e questo ci consente di divertirci, sempre.

Se tornasse indietro, rifarebbe tutto?

Tutto tranne gli errori. L’ho detto: sono una perfezionista. E aggiungo che, da buona ariete, imparo in fretta e, sopratutto, non dimentico.